Nei video su YouTube tutti i pipe-maker hanno delle seghe a nastro con cui sagomare le loro pipe, io che sono povero ho optato per una soluzione economica, pratica, veloce e che non ti asporta le dita con tanta facilità.
Devo dire che passare dal seghetto ad una sega vera e propria fa la differenza: mi risparmio fatica, tempo e i tagli vengono più dritti e precisi (sono sicuro che dirò le stesse cose di una sega a nastro dopo averla comprata...).
lunedì 1 agosto 2011
giovedì 28 luglio 2011
D.1 - D come difetto
Quella che doveva essere N.15 è risultata una radica difettosa, ma alla fine ho risolto con una stuccatura.
Però rimane il fatto che per me questa pipa è una pipa con un difetto e sicuramente non potrò fumarla come le altre; è necessario fare attenzione a non danneggiarla durante la fumata, vista la crepa evidenziata nel post precedente.
Quindi, ho deciso di marcarla D.1, la prima difettosa e spero ultima.
Detto ciò, ho comunque portato a termine la lavorazione, con tanto di rusticatura e lucidatura.
Però rimane il fatto che per me questa pipa è una pipa con un difetto e sicuramente non potrò fumarla come le altre; è necessario fare attenzione a non danneggiarla durante la fumata, vista la crepa evidenziata nel post precedente.
Quindi, ho deciso di marcarla D.1, la prima difettosa e spero ultima.
Detto ciò, ho comunque portato a termine la lavorazione, con tanto di rusticatura e lucidatura.
martedì 26 luglio 2011
Non si può sempre avere fortuna.
Sapevo che doveva capitare prima o poi ed è capitato: mi sono imbattuto in una radica fallata!
Sono cose che succedono, le fabbriche di pipe ne buttano via a quintali, ma quando capita a te che lo fai per hobby... beh, ti girano un po'. Ovviamente non posso incolpare nessuno, perché non sai mai come è dentro la radica finché non la lavori.
In pratica, se tappo con la mano il fornello e soffio nel cannello si sente l'aria che esce da una crepa del fornello.
Se si guarda dentro il fornello, la crepa si vede chiaramente: è quella macchia scura lungo la parete del fornello.
Qui l'ho evidenziata in verde, assieme ad un'altra crepa proprio in cima al fornello.
La direzione della crepa è indicata dalla freccia in rosso.
Forse la cosa si può sistemare seguendo le indicazioni che ho trovato su "Pipa Hobby" (pag. 29) di Aldo Pellissone: cioè stuccando la crepa con una miscela di vinavil e segatura fine di radica (di cui ho una scorta); la soluzione proposta dal libro è indicata per riparare una bruciatura interna al fornello, ma credo possa andare bene nel mio caso.
E visto che questa pipa verrà stuccata, ho deciso che verrà dipinta di nero o di un colore scuro a mia discrezione.
Sono cose che succedono, le fabbriche di pipe ne buttano via a quintali, ma quando capita a te che lo fai per hobby... beh, ti girano un po'. Ovviamente non posso incolpare nessuno, perché non sai mai come è dentro la radica finché non la lavori.
In pratica, se tappo con la mano il fornello e soffio nel cannello si sente l'aria che esce da una crepa del fornello.
La crepa incriminata.
Se si guarda dentro il fornello, la crepa si vede chiaramente: è quella macchia scura lungo la parete del fornello.
Qui l'ho evidenziata in verde, assieme ad un'altra crepa proprio in cima al fornello.
La direzione della crepa è indicata dalla freccia in rosso.
Forse la cosa si può sistemare seguendo le indicazioni che ho trovato su "Pipa Hobby" (pag. 29) di Aldo Pellissone: cioè stuccando la crepa con una miscela di vinavil e segatura fine di radica (di cui ho una scorta); la soluzione proposta dal libro è indicata per riparare una bruciatura interna al fornello, ma credo possa andare bene nel mio caso.
E visto che questa pipa verrà stuccata, ho deciso che verrà dipinta di nero o di un colore scuro a mia discrezione.
martedì 12 luglio 2011
Troppo caldo per farsi delle pipe...
Vista l'ondata di caldo e il fatto che si suda a stare fermi, figuriamoci se mi metto a dare di raspa attorno ad un pezzo di legno.
Nei prossimi giorni faccio un ordine di radica, ma ci lavorerò quando finisce il caldo.
Nel frattempo, ho rivestito in pelle rossa il mio bauletto.
Considerando che è il primo bauletto che mi costruiso e che il rivestimento in pelle è un'idea nata dopo che l'avevo costruito, non in fase di progetto, direi che mi è venuto piuttosto bene.
Sicuro ho imparato due o tre cose su come usare la pelle in un prossimo progetto.
Nei prossimi giorni faccio un ordine di radica, ma ci lavorerò quando finisce il caldo.
Nel frattempo, ho rivestito in pelle rossa il mio bauletto.
Considerando che è il primo bauletto che mi costruiso e che il rivestimento in pelle è un'idea nata dopo che l'avevo costruito, non in fase di progetto, direi che mi è venuto piuttosto bene.
Sicuro ho imparato due o tre cose su come usare la pelle in un prossimo progetto.
martedì 28 giugno 2011
Graffette porta pipe.
In marzo avevo bisogno di un posto dove mettere le mie pipe e il tabacco, per non lasciare sempre tutto in giro per casa, così ho deciso di costruirmi un baule.
Poi qualche giorno fa mi viene un'idea e ordino delle graffette porta pipe da Bollito Pipe.
Inserendo due assi e avvitandoci sopra le graffette, ho realizzato un porta pipe nel lato interno del coperchio del baule. In questo modo ho le pipe che voglio fumare sempre a portata di mano.
Il baule è ancora un "work in progress", quindi non fate caso ai segni di matita, alle viti o alle parti non stuccate...
il baule in questione
Poi qualche giorno fa mi viene un'idea e ordino delle graffette porta pipe da Bollito Pipe.
Inserendo due assi e avvitandoci sopra le graffette, ho realizzato un porta pipe nel lato interno del coperchio del baule. In questo modo ho le pipe che voglio fumare sempre a portata di mano.
Il baule è ancora un "work in progress", quindi non fate caso ai segni di matita, alle viti o alle parti non stuccate...
mercoledì 22 giugno 2011
N.14 - Al j'è pèp incanêdi.
In dialetto romagnolo "incanê' la pepa" vuol dire mettere la cannuccia alla pipa (molto probabilmente ci si riferisce alle pipe in terracotta), ma può voler dire anche otturare la pipa a qualcuno per fare uno scherzo.
Quindi, "al j'è pèp incanêdi" letteralmente vuol dire "sono pipe otturate" ovvero "sono cose difficili".¹
Questa pipa è venuta fuori da un blocco di radica non preforato (questa volta ho fatto praticamente tutto io) che potete vedere in "Legna da ardere... :-)": è la placca che sta sulle altre.
Ci sono voluti un paio di giorni di raspa per cavare fuori la pipa dal legno, ma ne è valsa la pena.
Il difficile arriva qui. Dato che ho usato un bocchino a flocco, mi serviva una ghiera o una fascia metallica per evitare rotture/crepe del legno attorno al foro d' innesto. Cose che possono succedere togliendo e rimettendo il bocchino e a causa del riscaldamento/raffreddamento della pipa.
Dopo aver vagliato varie soluzioni, compresa la realizzazione di uno stampo a cera persa e seguente colata di metallo, mi è venuto in mente che forse un orefice poteva fare al caso mio.
E avevo ragione. Sono andato da questo orefice a Ravenna (non ha voluto pubblicità e quindi non ne faccio) che ha preso la cosa a mo' di sfida e mi ha fatto il lavoro in un'oretta e mezzo per 30 euro.
Una meraviglia!
Alla fine ho risolto anche le cose difficili anche con questa pipa N.14.
Considerano come stanno venendo le mie ultime pipe, sto meditando di farmi un laboratorio vero e proprio, di farmi un marchio e vedere se riesco a venderne qualcuna.
¹: Libero Ercolani, Vocabolario Romagnolo-Italiano, Banca Del Monte Di Ravenna
Quindi, "al j'è pèp incanêdi" letteralmente vuol dire "sono pipe otturate" ovvero "sono cose difficili".¹
Questa pipa è venuta fuori da un blocco di radica non preforato (questa volta ho fatto praticamente tutto io) che potete vedere in "Legna da ardere... :-)": è la placca che sta sulle altre.
Ci sono voluti un paio di giorni di raspa per cavare fuori la pipa dal legno, ma ne è valsa la pena.
Il difficile arriva qui. Dato che ho usato un bocchino a flocco, mi serviva una ghiera o una fascia metallica per evitare rotture/crepe del legno attorno al foro d' innesto. Cose che possono succedere togliendo e rimettendo il bocchino e a causa del riscaldamento/raffreddamento della pipa.
Dopo aver vagliato varie soluzioni, compresa la realizzazione di uno stampo a cera persa e seguente colata di metallo, mi è venuto in mente che forse un orefice poteva fare al caso mio.
E avevo ragione. Sono andato da questo orefice a Ravenna (non ha voluto pubblicità e quindi non ne faccio) che ha preso la cosa a mo' di sfida e mi ha fatto il lavoro in un'oretta e mezzo per 30 euro.
Una meraviglia!
Alla fine ho risolto anche le cose difficili anche con questa pipa N.14.
Considerano come stanno venendo le mie ultime pipe, sto meditando di farmi un laboratorio vero e proprio, di farmi un marchio e vedere se riesco a venderne qualcuna.
¹: Libero Ercolani, Vocabolario Romagnolo-Italiano, Banca Del Monte Di Ravenna
lunedì 6 giugno 2011
N.13 e la rusticatura.
Oggi ho deciso di provare a rusticare una pipa, per la precisione la N.13. All'origine di questa mia decisione una macchia nella radica, una imperfezione che mi avrebbe costretto a limare a fondo e forse rovinare il lavoro fatto.
Così, memore di un video di Youtube dove si vedeva un attrezzo per rusticare ricavato da un semplice cacciavite, mi sono fatto con il Dremel il mio attrezzo per rusticare da un vecchio, spuntato e orrendo cacciavite del quale nessuno sentirà mai la mancanza.
All'inizio ero scettico, il primo pensiero che ho avuto è stato: "Adesso la rovino per sempre (la pipa)...". Invece, ecco qua una bella rusticatura!
E dopo un po' di lavoro di lucidatura, ecco la N.13.
Volendo me la sarei pure potuta tenere
questa piccola imperfezione.
Così, memore di un video di Youtube dove si vedeva un attrezzo per rusticare ricavato da un semplice cacciavite, mi sono fatto con il Dremel il mio attrezzo per rusticare da un vecchio, spuntato e orrendo cacciavite del quale nessuno sentirà mai la mancanza.
Dettaglio della punta del "rusticatore".
All'inizio ero scettico, il primo pensiero che ho avuto è stato: "Adesso la rovino per sempre (la pipa)...". Invece, ecco qua una bella rusticatura!
E dopo un po' di lavoro di lucidatura, ecco la N.13.
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