Visualizzazione post con etichetta tecnica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tecnica. Mostra tutti i post

giovedì 10 gennaio 2013

Colori.

Ho trovato il colore per l'ultimo lavoro.
Di solito uso come base il nero e poi ricopro con un altro colore, questa volta ho usato come base il rosso mogano e l'ho coperto con il giallo.


giovedì 30 agosto 2012

Alzati e cammina!

Una Savinelli e una Lacroix le ho restaurate qualche giorno fa e in un paio di giorni ho "resuscitato" anche l'altra Savinelli e la Peterson.

Le smarco dalla lista:
Peterson's System, 132
M.P.B. Golden Brebbia, 630
Savinelli Luxor, 602
AAA Moretti, Gran Lusso
Ronson, 204
Brebbia Tuscania Unica, 806B (di brebbia c'è solo il logo sul bocchino)
Jean Lacroix Saint Claude Cardinal, 815
Straigh Grain - British Made
Castello Trade Mark SC 88 (Carlo Scotti) --> spedita a Castello
Negarville Sand Grain, 909
Jean Lacroix Saint Claude Cardinal, 300G3
Savinelli de Lux, 128

A guardarle sembravano senza speranza.
Voglio dire: radiche opache e polverose come mobili chiusi in soffitta per anni e una veretta ossidata come una vecchia grondaia... 



... fornelli incrostati tipo tubo di vecchia stufa, ...



... bocchini marroni/giallastri dall'aspetto putrido.



Dentro alla Savinelli ho trovato pure una di quelle spine che dovrebbero servire, credo, a raffreddare il fumo.



Comunque, la solita procedura e via andare: sale grosso e alcool nel fornello e nel foro del System della Peterson, bocchini in bagno di acqua e bicarbonato per tutta la notte.

Il giorno dopo, riprese in mano le pipe ho notato che il sale e l'alcool, nella Peterson sopratutto, hanno assorbito un bel po' di sporcizia.


Dopo aver ripulito dal sale e asciugato i bocchini, con il disco di cotone, la pasta abrasiva e la cera di carnauba ho tirato a lucido le pipe.
Per far sparire la patina giallastra dai bocchini ho dovuto insistere molto con il disco di cotone e la pasta abrasiva, ma ne è valsa la pena.
I risultati sono oltre le mie aspettative.



giovedì 23 agosto 2012

Il restauro.

Io e il mio amico Fabrizio, ricevuta la notizia che al mercatino di Ravenna c'erano 2 porta pipe con un totale di 12 pipe ad un prezzo totale di € 70,00, siamo andati e abbiamo comprato tutta la mucchia di pipe polverose in blocco.




Fabrizio si è tenuto:
Peterson's System, 132
M.P.B. Golden Brebbia, 630
Savinelli Luxor, 602
AAA Moretti, Gran Lusso
Ronson, 204
Brebbia Tuscania Unica, 806B (di brebbia c'è solo il logo sul bocchino)

Io, invece:
Jean Lacroix Saint Claude Cardinal, 815
Straigh Grain - British Made
Castello Trade Mark SC 88 (Carlo Scotti)
Negarville Sand Grain, 909
Jean Lacroix Saint Claude Cardinal, 300G3
Savinelli de Lux, 128

Ieri sera ho scelto 2 pipe per i primi esperimenti di restauro: la Savinelli Luxor e la Jean Lacroix 815.
Per prima cosa ho preparato una vaschetta con dell'acqua e bicarbonato e vi ho immerso i bocchini, che hanno cominciato subito a spurgare.
La roba gialla dovrebbe essere lo zolfo che viene utilizzato per vulcanizzare l'ebanite del bocchino e che con il passare del tempo tende ad affiorare sulla superficie e rende i bocchini giallognoli e di sapore schifoso.


Poi, dopo aver scrostato le teste, le ho riempite di sale grosso e alcool alimentare (alcool puro a 95°), avendo cura di chiudere l'estremita del cannello con un pezzetto di carta.


Teste e bocchini hanno passato tutta la notte e fino al tardo pomeriggio a riposo, poi sono state ripulite, le prime, e asciugati, i secondi.


E' seguita una lucidatura con disco di cotone e pasta lucidante. I bocchini hanno richiesto più tempo per la lucidatura, perché è stato necessario rimuovere l'alone giallastro che li permeava, mentre la radica con poche passate di carnauba è tornata lucida.




giovedì 19 luglio 2012

La mola da banco.

Oggi sono tornato a casa con una mola da banco, il cui scopo principale era di affilare le mecchie modificate che uso per forare i fornelli delle pipe.
Poi, all'improvviso, mi è venuto in mente che potevo provare ad utilizzarla al posto della lime per lavorare i bocchini più velocemente... Funziona! E pure bene.
Avevo uno scarto di lavorazione, un bocchino che in teoria doveva finire sull'ultima pipa che ho fatto, ma a metà lavoro non mi aveva convinto e pensavo di buttarlo via.
Così, invece di buttarlo l'ho sacrificato alla mola.


Un sacrificio che ha dato i suoi frutti.


Ho rifinito il tutto con delle lime e della carta vetrata.


Infine, ho usato il disco di cotone con della pasta abrasiva per rimuovere tutti i segni di graffi e per lucidarlo


Non mi è ancora chiaro dove lo monterò. Pensavo nella blowfish in ulivo che voglio realizzare, ma non è detto, non sono convinto del tutto.

venerdì 15 giugno 2012

N.28 - Un'altra pipa su commissione.

Per fortuna ci sono gli amici che le vogliono, altrimenti mi riempirei la casa di pipe... :-)
Le rischieste per questa pipa sono: esclusivo, elegante e discreto.
Se parliamo di eleganza e discrezione, a mio avviso, la billiard dritta è lo shape di riferimento.
L'esclusività.... Ohi, non mi chiamo Alfred Dunhill, ci provo. :-)

Giorno 1.
Come al solito sono partito da un disegno "guida", che mi è servito per segare la radica in eccesso e forare il blocchetto.


Ho deciso di scolpire pipa e bocchino contemporaneamente. Quindi, anche il bocchino è realizzato a mano questa volta.
Per forare il bocchino mi serve una punta conica che non ho trovato in nessun dove, a parte su internet a dei prezzi sopra i $20. Come fare allora?
Semplice: con una punta da 3mm in acciaio HSS da €1,50, un Dremel (o altro simile elettroutensile) e il disco per smerigliare del Dremel; si fa girare la punta nel trapano a colonna e si smeriglia (di piatto) la punta che ruota.
NOTA BENE:
Caro lettore, se provi a farlo a casa e ti fai male, sappi che non mi ritengo e non sono responsabile di qualsivoglia eventuale danno che tu possa arrecarti o arrecare a cose, persone o animali.
Io, quando faccio queste, cose indosso sempre occhiali protettivi, guanti e tuta da lavoro.
Il mio consiglio è "non farlo".


Realizzata la punta, stringo nella morsa un pezzo di barretta di metacrilato. Da notare nella morsa la scanalatura a V, serve per allineare verticalmente il pezzo da forare.


Appiattisco da un lato con la punta forstner...


Foro da parta e parte con la punta conica, che serve appositamente per realizzare un foro da 3 mm lato cannello e un foro più piccolo sul dente del bocchino.


Realizzo il foro di espansione del fumo a V forando a 45° ai bordi del foro più piccolo (il lato del dente del bocchino) e poi passando con una piccola lima da ferro.



Dopo aver installato anche il perno da 8mm, ecco una pipa in stile Lego.
Questo blocco di radica con annesso cilindro di metacrilato verrà lavorato come un pezzo unico al platorello.


Dopo un po' di lavoro al platorello mi dedico ad altri lavori di sgrossatura.
Non disponendo di un tornio, per ridimensionare il bocchino e tornirlo un po', ho ideato questo trucchetto primitivo ma funzionale: fisso il perno in teflon al madrino del trapano a colonna e con carta vetrata a grana 40 me lo lavoro sino ad aottenere un risultato accettabile.
Sto valutando la costruzione si una contropunta rotante per aggiungere stabilità al tutto.


Dopo una prima sgrossatura al platorello ecco i risultati del primo giorno.


Giorno 2.
Ricomincio a lavorare di lime e di raspe, sopratutto sul bocchino; come ho già detto, il primo che realizzo da zero per una pipa.
E' un lavoro piuttosto faticoso, perché la forma la puoi abbozzare anche con il disco del platorello, ma quando devi realizzare il dente e fare gli ultimi ritocchi bisogna fare molti passaggi con le lime da ferro di dverse misure.
Oltretutto, è necessario stare attenti a non sfondare il metacrilato dove passa il foro del bocchino.



Finta la lavorazione del bocchino, lo reinnesto sulla pipa per continuare a lavorarci, ora non rimane che rimuovere i graffi lasciati dalla lavorazione.


Con un paio di passate di pasta abrasiva la pipa diventa lucida.



Giorno 3.
Non rimane che ravvivare un po' il colorito di questa pipa dalla radica troppo pallida.


Con l'utilizzo di diversi mordenti, una bella lucidata con cera di carnauba e un po' di pazienza ecco la pipa finita.





Misure
Lunghezza 134 mm
Larghezza 35 mm
Altezza fornello 50 mm
Diametro fornello 20 mm
Profondità fornello 43 mm
Peso 33 g

mercoledì 6 giugno 2012

Pigino in bambu.

Oggi non ero abbastanza concentrato per mettermi a fare una pipa, ma avevo bisogno di fare qualcosa con le mie mani. Qualcosa di tangibile.
Tra l'altro avevo voglia di mettere le mani sui blocchetti di resina appena arrivati; quindi, ho deciso di fare un pigino con il bambu.

Ho sacrificato per l'esperimento un pezzo del blocchetto con i colori che meno mi piacciono ed ho segato un pezzettino di bambu dalle canne che avevo preso tempo fa su eBay.


Ho appiattito con la punta forstner e poi ho forato il blocchetto con una punta da 6mm.



Con il mio, ormai essenziale, coltello da intaglio ho ricavato un perno nel bambu ed ho incollato con la colla vinilica il blocchetto.


Poi, ho lavorato con il platorello e con le carte abrasive per dare  la forma sl blocchetto.
Ho lucidato tutto con la pasta abrasive.



Sono anche riuscito a imitare ls scanalatura del bambu...


Come primo esperimento sui pigini non è venuto male